I GIOVANI: UN MONDO TANTO AMATO MA ALLA FINE DIMENTICATO DA TUTTI E TUTTO
domenica 23 ottobre 2011
I giovani di oggi non sono come quelli di una volta, siamo gli opposti di ogni cosa forse la mancanza di fiducia che abbiamo nelle istituzioni, oppure che la società si sta evolvendo più su le persone che hanno già una posizione prestabilita piuttosto che in persone che ancora hanno una scalata da fare. Questo è il dilemma di tutti i giovani di ogni regione italiana cosa ne sarà di noi? La maggior parte cerca invano un posto di lavoro, altri tentano la fortuna in altre città o in altre nazioni accontentandosi di ciò che trova, altri cercano di trovare soddisfazione negli studi universitari sapendo già priori che le possibilità di lavoro sono scarse. Progredendo con gli anni si è notato maggiormente come le istituzioni hanno rivoluzionato tutto il sistema, con l’entrata in vigore della moneta unica abbiamo avuto un calo effettivo del consumo, visto che il reddito è rimasto invariato e l’offerta dei prodotti è raddoppiata rispetto al vecchio conio. Intanto è aumentata l’età pensionistica delle persone e automaticamente trovare lavoro diventa impossibile. Si è andata a creare una rottura nel sistema economico favorendo molta disoccupazione e povertà, peggiorando sempre di più le speranze di noi ragazzi. Si parla tanto di creare famiglia ma come si può costituire se mancano i presupposti necessari ? Cioè il lavoro, una casa, ma non solo cercare di mantenere un figlio adesso questo pensiero fa paura a tutti noi. La generazione cresce e l’esigenze diventano sempre più grandi, ormai si arriverà al punto che si pagherà anche l’aria che si respira. Non si meravigliassero se le persone diventano genitori negli “Anta”; per questa la nostra fine se continuiamo a rimanere in questo regime. Bisognerebbe combattere e rompere gli schemi proprio come hanno fatto i nostri antenati con i moti del 68’ quando credevano negli ideali e si battevano senza demordere contro le istituzioni. Se non si prendono provvedimenti arriveremo ad un mondo senza giovani ma solo un mondo fatto di persone che arrivano a malapena a fine mese e di una generazione che sarà mantenuta fino alla fine.
Francesca Imbroisi