“E il pescecane cosa fà?!…”

martedì 6 dicembre 2011

“… Non c’è nessuno che lo sa…” – potrebbe continuare seguendo un noto motivetto da Zecchino d’Oro – questa esclamazione. Eh già, perché continuando il tour zoologico offerto all’automobilista dalla municipalità di Paola, sembrerebbe possibile ammirare – dopo l’ormai famoso Dromedario della Piazzetta – un’altra rarità della Natura. Pare che in Città, essendoci un’infestazione maligna di specie esotiche (vetturine omologate per sedicenni, motorini cilindrata caterpillar e treruote mutanti) sia stato liberato un ferocissimo esemplare di squalo bianco con l’intenzione di fargli bonificare l’area per restituirla alle specie endemiche. L’intenzione – dettata da questa “reale” necessità – ha favorito l’instaurarsi di una vera e propria “era dello squalo bianco”. Rarissimi sono ormai i pesci piccoli, più o meno esotici, che riescono a sottrarsi alle sue acuminatissime fauci. L’habitat della vasca dello zoo nella quale è stato innestato, da che sembrava il Carnevale di Rio, adesso si presenta come quello di Viareggio. I pesci piccoli saettano mascherati e tra loro si è creata una vera e propria “catena della solidarietà” attraverso la quale riescono, con risultati medio-scarsi, a camuffarsi prima di essere morsicati. Si, morsicati e a volte uccisi, perché la dentatura di cui è dotato questo particolare esemplare di squalo è fatta in stile “gancio a traino” ed infligge una ferita quasi letale alla trasmissione dell’ittica vettura incautamente parcheggiata. Molti pesci piccoli si riparano in anfratti ostici da raggiungere con quei denti, e spesso – oltre al freno a mano – innestano anche una marcia di rinforzo alla posizione assunta, per cui quando lo squalo morde è spesso indotto a strappare la carne della sua vittima. Vederlo aggirarsi nell’area a lui riservata non è affatto difficile, decine sono a volte i viaggi che lo si ammira intraprendere per azzannare qualche nuova preda. La cadenza è quasi ossessiva: tana, banchetto, tana; in un domino inarrestabile. Vi sono tuttavia – a quanto pare – delle recinzioni elettriche depositate in zone della città alle quali lo squalo non si avvicina. Secondo fonti autorevoli, una di queste è stata posizionata lungo l’imbuto d’innesto tra via della Civiltà e Viale Pitagora. Alcune foto documentali mostrano lo stato di “carnevalizzazione”della zona e, come si può ben vedere, non pare di essere a Viareggio bensì a Rio de Janeiro. Questo è dettato da un incontrollato fenomeno di sviluppo del territorio: i piccoli pesci pilota che vanno all’Università, lo fanno mediante la Balena di passaggio della Preite; tuttavia – essendo cresciuti con il vaccino antiepatite allo squalene – desiderano presentarsi alla scaletta d’ingresso del cetaceo mammifero ancora avvolti nella lamiera della loro comoda vetturina. I parcheggi del piazzale sono quindi divenuti scarsi ed ognuno si arrabatta come può. Alcuni lasciano il loro guscio protettivo addirittura lungo la pericolosa arteria della Civiltà (SS18), che con i lavori di manutenzione all’incrocio tra Via Nazionale, Via della Civiltà e Via del Pellegrino (la strada per il Santuario e San Salvatore), diventa un pericolosissimo nodo nel quale qualcuno può rimanere impigliato. Se a questo si somma lo stato in cui versa l’ingresso endovenoso di Viale Pitagora, si può medicalmente concludere che con tutte queste placche di colesterolo un infarto non tarderà ad arrivare. Laddove l’invasione è stata maggiormente vigorosa, il pescecane non si è visto e non si vede. Secondo fonti fantascientifiche sarebbe lo squalene somministrato in tenera età ai giovani pesci pilota a depistare il pescecane bianco, il quale annusandoli come suoi “piccoli” né li addenta né tantomeno li rimuove dai loro comodi posti, beneficio che si estende anche a quanti lasciano la loro macchina per motivi vari e (a volte) adducendo maleducate giustificazioni di residenza . Il problema è che tra poco verrà chiuso lo svincolo di Via Nazionale ed il traffico della SS18 dovrebbe riversarsi in Città. A questo punto non vorremmo venga liberata una Piovra.

 

Guido Lavoiture

 

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