GRUPPI ARCHEOLOGICI DELLA CALABRIA:UN MOVIMENTO IN CRESCITA
martedì 20 dicembre 2011
L’ultimo Consiglio Nazionale del 17 novembre scorso, ha portato alla ratifica di due nuove sedi dei Gruppi Archeologici d’Italia in Calabria portando la presenza dell’Associazione a undici unità presenti nel territorio regionale.
L’Associazione, che nel 2013 è attesa dalla importantissima tappa del cinquantenario della sua fondazione a opera di Ludovico Magrini, è sicuramente fra le più vecchie operanti nel territorio nazionale e può, parimenti, vantare due aspetti peculiari che ne hanno sempre caratterizzato l’operato e la storia: l’operatività sul terreno come l’avere le mani, veramente, ”pulite” da inquinamenti di ordine politico, inteso come schieramento a favore dell’una o dell’altra forza politica, e non so quante altre, sicuramente con i bilanci ben più corposi del nostro, possano vantare un simile passato!
Dal 1992 ad oggi anche in Calabria la presenza del volontariato beni culturali, quello vero, degli anfibi sporchi e del sudore sul cantiere, ha avuto un notevole incremento arrivando alle cifre che si riportavano sopra e nell’attesa della prossima ratifica di altri due Gruppi, collocati nella provincia di Crotone e di Reggio Calabria, ma pare che le autorità politiche locali ancora non se ne siano rese conto, tanto da trattare spesso i singoli gruppi, alle volte anche a per colpa dei dirigenti locali, come la classica, sempre importante, associazione locale che non ha un respiro nazionale e soprattutto non ha un referente sovra regionale.
Di contro la forza delle singole realtà locali è mostrata dalle innumerevoli attività di tutela e valorizzazione svolte al pari delle collaborazioni nell’ambito della ricerca scientifica in accordo con i singoli funzionari della Soprintendenza Archeologica.
Attività che però restano, spesso, circoscritte al territorio, ignorate dalle realtà limitrofe e, quindi, troppo spesso fine a sé stesse, al punto da non poter essere pienamente comprese dai cittadini, veri ultimi destinatari dell’operato dei Gruppi stessi.
La risposta dovrà venire dalle stesse rappresentanze regionali dell’Associazione, mettere in rete i dati che i singoli Gruppi acquisiscono e convogliare, quando e dove possa essere necessario, gli sforzi di tutti in aiuto di una o dell’altra singola realtà.
Anche questo è un modo per far crescere culturalmente la regione e far capire che il bene non è monopolio esclusivo delle Istituzioni, qualunque queste siano, ma men che meno è monopolio dell’intellettuale locale, spesso privo di competenze scientifiche e di settore, che contribuisce solo a creare confusione e logica diffidenza verso i volontari, visti come improvvisatori.
Quindi il prossimo obbiettivo che si pone l’Associazione è quello di sdoganare le esperienze locali e dare il chiaro e preciso segnale del “ci siamo”, siamo qui con la nostra forza numerica, di competenza, scientificità e soprattutto di fare nell’interesse della collettività per una vera crescita culturale.
Del resto una delle frasi che ci ha sempre identificato, una delle preferite di Ludovico, è : “il cemento ideale di una comunità è dato dalla conoscenza del proprio passato e dalla capacità che abbiamo di accrescerla e conservarla”, e dopo cinquant’anni di esperienza sul territorio possiamo dire a testa alta che solo noi lo abbiamo fatto.
Francesco Laratta
Responsabile didattica e sicurezza
Nucleo Subacqueo Gruppi Archeologici d’Italia.