IL POTERE APPARTIENE AL POPOLO

martedì 20 dicembre 2011

Sono ormai vari mesi che collaboro gratuitamente con il giornale dal quale state leggendo questo articolo. Esso è nato con l’idea ( da quanto mi è stato raccontato) di informare le genti sugli avvenimenti locali. Il mio compito quindi dovrebbe essere quello di scrivere su argomenti attinenti al territorio fiumefreddese e sulle attività locali che possano essere in qualche modo di pubblico interesse. Potrei quindi parlare di molte cose ad esempio sulla serata dell’immacolata concezione organizzata ogni anno e prevista nella nottata tra il sette e l’otto dicembre; tra l’altro quest’anno aveva previsto la partecipazione delle telecamere del programma della rai “La vita in diretta”; potrei altresì parlare della cittadinanza onoraria conferita poco tempo fa alla grande “Cucinotta” e di altri argomenti ancora. Ma viste gli ultimi accadimenti politici mi sembra doveroso spendere qualche parola a tal proposito per ricordare a noi tutti che IN REALTA IL POTERE APPARTIENE AL POPOLO. L’articolo uno della costituzione italiana recita quanto segue:

« L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. »

Tutti leggiamo e seguiamo le notizie riguardanti la crisi in maniera più o meno preoccupata. Ma perché siamo arrivati a questo punto? Perché il debito pubblico italiano sembra non sanarsi MAI? Forse le risposte non sono cosi facili, o forse è quello che vogliono farci credere. Basta andare su internet e documentarsi un po’. Le auto blu, che in realtà sono divise in tre sottocategorie: auto-blu-blu, auto-blu e auto grigie che sommariamente arrivano a ben 72 mila esemplari con un costo annuo complessivo di 1,8 miliardi di€ (personale gestione e ammortamenti). Vogliamo parlare dei finanziamenti annui che lo stato emana a favore della chiesa cattolica e in riferimento a tante e tali opere ecclesiastiche si dovrebbe tener conto di :

• l’otto per mille (quote assegnate e ripartizione di quelle non assegnate)

• finanziamenti a scuole ed università private cattoliche

• contrattualistica differenziata per gli insegnanti di religione cattolica nella scuola pubblica

• finanziamenti a mezzi di comunicazione cattolici

• finanziamenti per infrastrutture di proprietà dello Stato Vaticano

• finanziamenti per l’assistenza religiosa negli ospedali pubblici

• esenzioni fiscali

Dati risalenti al 2007 risulta che circa 2200 tra ex deputati e ex senatori prendono il vitalizio parlamentare, vitalizio a cui ad oggi hanno diritto già dopo 1 solo legislatura, e cioè cinque anni di lavoro. I vitalizi partono da tre mila € mensili fino ad arrivare alla soglia dei dieci mila mensili. Volendo anche qui i conti sono presto fatti altri milioni spesi annualmente a vantaggio di pochissimi. Antonio Borghesi il 21 Settembre 2010 ha presentato una mozione per ridurre la pensione ai parlamentari, o meglio per rapportarla alla pensione di tutti gli altri lavoratori italiani:

 

(Presenti 525

Votanti 520

Astenuti 5

Maggioranza 261

Hanno votato sì 22

Hanno votato no 498).

Come c’era da aspettarsi la stragrande maggioranza dei parlamentari non ha votato alla rinuncia! Queste sono le persone che ad oggi stanno in parlamento a fare i” NOSTRI INTERESSI” leggendo e vedendo taluni comportamenti risulta molto difficile crederlo. COSA DIRE? C’E’ DA VERGOGNARSI ! e chi è che paga? Sempre il solito popolo bistrattato e tartassato. A leggere le nuove disposizioni presenti nella manovra monti c’è da chiedersi se cambierà mai qualche cosa. Tasse sulle prime abitazioni rincari sui carburanti e sull’IVA, i tagli alle pensioni, l’aumento dell’età pensionabile nonché degli anni dei contributi necessari per richiedere suddetta pensione. Il potere appartiene al popolo che però guarda dall’altra parte. SVEGLIAMOCI.

Daniele Petrungaro

 

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