L’adolescenza degli adolescenti

martedì 6 dicembre 2011

In questo articolo voglio sottolineare alcuni aspetti dell’adolescenza che sono presenti nei giovani di oggi

La vita dell’uomo è composta da diverse fasi: una di queste è l’adolescenza. Natalia Ginzburg,autrice che abbiamo trattato a scuola, diceva che nell’adolescenza noi ragazzi siamo caratterizzati da un profondo senso di insicurezza, di instabilità; mentre nell’infanzia il mondo “degli adulti” ci appare un eterno mistero ed esso “ci sembra assurdo perché non capiamo nulla delle parole che gli adulti si scambiano tra di loro”(Soli nella nebbia- Natalia Ginzburg) ,ora invece la nostra insicurezza ci condiziona, crediamo che quei genitori ora per noi non sono più ciò che erano una volta, ora loro non sono altro che delle persone quasi estranee a noi. Il mondo ora per noi è cambiato, siamo stravolti sia dal punto di vista fisico che psicologico, ci sentiamo isolati in qualche modo, cerchiamo degli appigli, altri punti di riferimento che vadano oltre la nostra casa e che possano far scaturire quel minimo di interesse in noi. L’adolescenza: età di cambiamenti, di esplosioni ormonali, il nostro aspetto cambia, diventa diverso, a volte ci sentiamo uomini sin troppo e ci sentiamo uomini a un punto tale che arriviamo a compiere i gesti più estremi della nostra vita molto probabilmente. La nostra testa è altrove, i nostri pensieri come stormi di uccelli che volano, migrano lontano da noi. Tutto cambia: si pensa all’amore, ai nostri compagni, pensiamo ai compiti, alla scuola, che come un enorme macigno ci pesa sulle spalle ed è quel senso di responsabilità che ci condiziona in parte. Alcuni di noi sono stati rinchiusi nell’infanzia in una sorta di gabbia psicologica dai genitori come un uccello che vuole aprire le ali ed alzarsi in volo ma si sente bloccato da costoro, grazie al peso che i nostri genitori ci hanno dato ci sentiamo stravolti e l’unico spazio in cui loro non possono controllare le nostre azioni è la scuola ed è proprio lì che ricorriamo ad ogni tipo di gesto per attirare quell’attenzione che i nostri genitori non ci hanno dato affatto o che ci hanno troppo dato, ora vogliamo essere ripagati con l’attenzione che i nostri compagni sicuramente ci daranno attraverso le risate che scaturiranno dalle nostre stupide battute, dai nostri stupidissimi gesti, mentre comunque intorno a noi tutto tace, noi siamo al centro della classe, della scuola, ma non della nostra casa e non vogliamo essere visti come la pecora nera della famiglia che combina ogni sorta di guaio. Che cosa stiamo pensando? Quale direzione dobbiamo seguire? Questi quesiti irrisolti vagano nella nostra mente alla ricerca di risposte ma quei quesiti non troveranno una risposta oppure la troveranno, ma tra tutte le risposte quella è sbagliata anche se noi pensiamo che sia quella giusta. A volte questi quesiti anzi, troppo spesso, vengono da noi ignorati e rimangono lì piantati come cipressi senza un minimo di attenzione, nói quindi non rispondiamo ad essi e non pensiamo, non riusciamo a riflettere anche se diamo l’impressione che stiamo pensando alle nostre azioni. La direzione che seguiamo si rivelerà essere, con nostra grande sorpresa, quella sbagliata ma tutto ciò avverrà solamente quando ormai tutto si sarà concluso e sarà ormai troppo tardi per tornare indietro e lì ripercorriamo le orme che abbiamo lasciato senza arrivare al punto di partenza e ci troviamo lì, tra noi stessi e il cielo che ci appare azzurro più della gemma più preziosa al mondo, perché ormai noi crediamo ingenuamente che il cielo deve essere e sarà per sempre azzurro, mai una nuvola temporalesca o una fossa intralcerà il nostro cammino.

 

Pierpaolo Giglio

 

 

 

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